BELLA DI FACCIA
Testo e regia: Francesca Romana Miceli Picardi
Con: Laura Alferi
Produzione e collaborazione artistica: Compagnia la clessidra
SINOSSI
Bella di Faccia è la rappresentazione del percorso di vita di una protagonista, “Anna”, affetta da bulimia, e della sua interiorità, simbolicamente rappresentata da un rotolo di pluriball, costantemente schiacciato, strappato e calpestato. “Anna” ripercorre i ricordi d’infanzia che hanno influenzato lo sviluppo della sua malattia, il rapporto con la famiglia, con il corpo, con il sesso e con l’altro sesso, in costante dialogo con sé stessa e con il suo doppio oscuro, la parte di lei che vuole trascinarla verso il fondo. Questa frattura identitaria è sottolineata dal nome con cui chiama sé stessa: un nome falso, inventato, perché quello vero le risulta insopportabile.
Tra sarcasmo e poesia, Anna si mette a nudo, senza concessioni, vomitando tutto ciò che ha ingoiato, cibo, insulti, paure, silenzi.
“Anna” dovrà imparare a fare i conti con il suo senso di sé e riconoscere le radici del suo malessere; ma la sua storia è punteggiata da sprazzi di luce: lo spirito di una ragazza che, nonostante tutto, ama la poesia e ama la vita. Bella di faccia è un atto di resistenza emotiva e politica, uno specchio distorto e lucidissimo della società che guarda i corpi femminili ma non li ascolta.




